Portata oggi in approvazione l'offerta formativa 2014/15 che vede un totale immobilismo e disinteresse da parte della componente docente a recepire le istanze degli studenti, la posizione di AUP sull'argomento è ferma e chiara:
I CORSI TRIENNALI E MAGISTRALI VANNO MODIFICATI IL PRIMA POSSIBILE!
Vi riportiamo integralmente il testo del nostro intervento. Dopo l'approvazione dei manifesti in Senato Accademico provvederemo alla loro diffusione. Unico commento positivo: risolto il bug per gli studenti di Taranto che vogliano proseguire con la magistrale presso la sede di Bari.
INTERVENTO AUP:
"La componente studentesca, recepite le considerazioni culturali presentate in sede di Commissione Didattica, contraria al “quieta non movere” proposto, che oggi risulta essere piuttosto un “mota quietare”, ha analizzato l’offerta formativa in maniera integrata e comparando i diversi percorsi. Le valutazioni di base ci trovano concordi a richiedere corsi di laurea il più possibile caratterizzati da materie di indirizzo e attrattivi, che non devono differenziarsi nell’erogazione delle materie di base (insegnamenti fondamentali e comuni a tutti i corsi), ma piuttosto devono trovare il loro equilibrio rispondendo in maniera specifica alle diverse competenze richieste dalle figure professionali che vanno a formare. Su queste basi richiediamo una uniformazione nell’erogazione delle materie di base o comunque uno sforzo a renderle in numero di cfu erogati e contenuti trasmessi il più possibile equivalenti. Ci riferiamo nello specifico alla disparità nell’erogazione degli insegnamenti delle Analisi e delle Fisiche presenti con 36cfu totali nei corsi CivileAmbientale e con 18cfu totali nel corso di Edile. Questo ci è stato giustificato come un tentativo di mantenere in contenuti proposti ma permettere maggiore respiro per l’apprendimento e per facilitare il processo di superamento degli esami del primo anno nel corso civile-ambientale. Questa logica se avesse dato risultati positivi sarebbe stata pienamente sostenuta da noi rappresentanti, ma l’esperienza ci dimostra il contrario. I dati analizzati nell’osservatorio della didattica puntano spesso il dito proprio a queste materie e alla loro organizzazione. E se così non fosse il modello dovrebbe essere esportato in Edile e pertanto rivista l’offerta formativa di quel corso. Noi rappresentanti siamo certi del non funzionamento di questo modello. Le cause sono svariate e non devono essere indagate in questo contesto, poiché sono oggetto di valutazione in apposite commissioni, però non possono essere dimenticate le conseguenze. Proponiamo quindi la riduzione a 12 cfu per ciascuna materia, come presentavano i primi corsi erogati dal CUC, ottenendo così la possibilità di incidere in maniere sostanziale con 12 cfu erogabili su due materie che verrebbero ad essere liberi. La rimodulazione degli anni di corso ci permetterebbe uno scenario di lavoro molto ampio di cui possibili soluzioni potrebbero essere: - ampliare la formazione di materie di disegno inserendo un modulo cad comune ai corsi di civile-ambientale - ampliare la formazione in materie caratterizzanti i due curricula: pensiamo da una parte ad ulteriori 6 cfu su ingegneria del territorio o su ingegneria sanitaria o su altra disciplina utile alla formazione ambientale, dall’altra ad ulteriori 6 cfu negli SSD icar/08 o icar/09 per permettere maggiore respiro e approfondimento per completare la formazione su alcuni aspetti che le nuove magistrali proposte (anticipo un tema) perdono o piuttosto per affrontare in maniera più completa insegnamenti progettuali. I 12cfu di base ottenuti alla triennale permetterebbero quindi la migrazione di parte o tutti i 12cfu della magistrale che sono oggetto di rimodulazione nella proposta presentata in Commissione Didattica con L’eliminazione proposta di “Scienza II e Principi di ingegneria sismica” nella LM Civile o essere di completamento a materie già presenti. Le proposte portate sulle magistrali ci vedono sostanzialmente favorevoli, poiché permetterebbero come di individuare ulteriori 6/12cfu per materie caratterizzanti i curricula permettendo anche in questo caso la valutazione di diversi scenari che dovrebbero, a nostro avviso, essere sempre strettamente connessi al corso triennale, poiché continuazione diretta di un percorso di formazione che non deve essere visto a compartimenti stagni. Elenchiamo velocemente i vantaggi a cui andremmo incontro con la rimodulazione Triennale+Magistrale: - possibilità di recuperare spazio per materie comuni o di indirizzo oggi sottodimensionate - possibilità di recuperare contenuti disciplinari a cui abbiamo dovuto rinunciare - possibilità di innovare l’offerta formativa - caratterizzazione dei curricula - competitività dell’offerta formativa con altre università Di contro avremmo certamente la proliferazione di cfu e quindi ore di didattica da dover affidare. Cionondimeno le riflessioni sull’offerta formativa vanno fatte libere dalle costrizioni di carattere contingente non come pura speculazione filosofica o esercizio della mente, ma come impegno a garanzia della qualità dei nostri corsi. Laddove impossibilità contingenti non ci permettano di rispondere a queste richieste invitiamo comunque il Dipartimento a fare proprie le nostre riflessioni e ad iniziare oggi un percorso che permetta di concretizzare queste soluzioni, solo ponendoci un reale obiettivo potremo raggiungerlo. Ultima riflessione d’obbligo è quindi riferita ad un auspicio ai futuri lavori di questo consiglio in relazione alla programmazione della risorsa docenti che sia da oggi basata sull’offerta formativa che vorremmo, poiché troppe volte abbiamo dovuto subire scelte, vedendo la volontà “del fare” irrealizzabile per assenza di forze. Troppe volte abbiamo dovuto mettere da parte la cultura, la formazione e la qualità a favore dell’equilibrio. La componente studentesca, recepite le considerazioni culturali presentate in sede di Commissione Didattica, contraria al “quieta non movere” proposto che oggi risulta essere piuttosto un “mot a quietare”, ha analizzato l’offerta formativa in maniera integrata e comparando i diversi percorsi. Le valutazioni di base ci trovano concordi a richiedere corsi di laurea il più possibile caratterizzati da materie di indirizzo e attrattivi, che non devono differenziarsi nell’erogazione delle materie di base (insegnamenti fondamentali e comuni a tutti i corsi), ma piuttosto devono trovare il loro equilibrio Pr cultura, la formazione e la qualità a favore dell’equilibrio." [DICATECh] - Offerta formativa 2014/15 e immatricolazioni LM per studenti provenienti da Taranto
Portata oggi in approvazione l'offerta formativa 2014/15 che vede un totale immobilismo e disinteresse da parte della componente docente a recepire le istanze degli studenti, la posizione di AUP sull'argomento è ferma e chiara:
I CORSI TRIENNALI E MAGISTRALI VANNO MODIFICATI IL PRIMA POSSIBILE!
Vi riportiamo integralmente il testo del nostro intervento. Dopo l'approvazione dei manifesti in Senato Accademico provvederemo alla loro diffusione. Unico commento positivo: risolto il bug per gli studenti di Taranto che vogliano proseguire con la magistrale presso la sede di Bari.
INTERVENTO AUP:
"La componente studentesca, recepite le considerazioni culturali presentate in sede di Commissione Didattica, contraria al “quieta non movere” proposto, che oggi risulta essere piuttosto un “mota quietare”, ha analizzato l’offerta formativa in maniera integrata e comparando i diversi percorsi. Le valutazioni di base ci trovano concordi a richiedere corsi di laurea il più possibile caratterizzati da materie di indirizzo e attrattivi, che non devono differenziarsi nell’erogazione delle materie di base (insegnamenti fondamentali e comuni a tutti i corsi), ma piuttosto devono trovare il loro equilibrio rispondendo in maniera specifica alle diverse competenze richieste dalle figure professionali che vanno a formare. Su queste basi richiediamo una uniformazione nell’erogazione delle materie di base o comunque uno sforzo a renderle in numero di cfu erogati e contenuti trasmessi il più possibile equivalenti. Ci riferiamo nello specifico alla disparità nell’erogazione degli insegnamenti delle Analisi e delle Fisiche presenti con 36cfu totali nei corsi CivileAmbientale e con 18cfu totali nel corso di Edile. Questo ci è stato giustificato come un tentativo di mantenere in contenuti proposti ma permettere maggiore respiro per l’apprendimento e per facilitare il processo di superamento degli esami del primo anno nel corso civile-ambientale. Questa logica se avesse dato risultati positivi sarebbe stata pienamente sostenuta da noi rappresentanti, ma l’esperienza ci dimostra il contrario. I dati analizzati nell’osservatorio della didattica puntano spesso il dito proprio a queste materie e alla loro organizzazione. E se così non fosse il modello dovrebbe essere esportato in Edile e pertanto rivista l’offerta formativa di quel corso. Noi rappresentanti siamo certi del non funzionamento di questo modello. Le cause sono svariate e non devono essere indagate in questo contesto, poiché sono oggetto di valutazione in apposite commissioni, però non possono essere dimenticate le conseguenze. Proponiamo quindi la riduzione a 12 cfu per ciascuna materia, come presentavano i primi corsi erogati dal CUC, ottenendo così la possibilità di incidere in maniere sostanziale con 12 cfu erogabili su due materie che verrebbero ad essere liberi. La rimodulazione degli anni di corso ci permetterebbe uno scenario di lavoro molto ampio di cui possibili soluzioni potrebbero essere: - ampliare la formazione di materie di disegno inserendo un modulo cad comune ai corsi di civile-ambientale - ampliare la formazione in materie caratterizzanti i due curricula: pensiamo da una parte ad ulteriori 6 cfu su ingegneria del territorio o su ingegneria sanitaria o su altra disciplina utile alla formazione ambientale, dall’altra ad ulteriori 6 cfu negli SSD icar/08 o icar/09 per permettere maggiore respiro e approfondimento per completare la formazione su alcuni aspetti che le nuove magistrali proposte (anticipo un tema) perdono o piuttosto per affrontare in maniera più completa insegnamenti progettuali. I 12cfu di base ottenuti alla triennale permetterebbero quindi la migrazione di parte o tutti i 12cfu della magistrale che sono oggetto di rimodulazione nella proposta presentata in Commissione Didattica con L’eliminazione proposta di “Scienza II e Principi di ingegneria sismica” nella LM Civile o essere di completamento a materie già presenti. Le proposte portate sulle magistrali ci vedono sostanzialmente favorevoli, poiché permetterebbero come di individuare ulteriori 6/12cfu per materie caratterizzanti i curricula permettendo anche in questo caso la valutazione di diversi scenari che dovrebbero, a nostro avviso, essere sempre strettamente connessi al corso triennale, poiché continuazione diretta di un percorso di formazione che non deve essere visto a compartimenti stagni. Elenchiamo velocemente i vantaggi a cui andremmo incontro con la rimodulazione Triennale+Magistrale: - possibilità di recuperare spazio per materie comuni o di indirizzo oggi sottodimensionate - possibilità di recuperare contenuti disciplinari a cui abbiamo dovuto rinunciare - possibilità di innovare l’offerta formativa - caratterizzazione dei curricula - competitività dell’offerta formativa con altre università Di contro avremmo certamente la proliferazione di cfu e quindi ore di didattica da dover affidare. Cionondimeno le riflessioni sull’offerta formativa vanno fatte libere dalle costrizioni di carattere contingente non come pura speculazione filosofica o esercizio della mente, ma come impegno a garanzia della qualità dei nostri corsi. Laddove impossibilità contingenti non ci permettano di rispondere a queste richieste invitiamo comunque il Dipartimento a fare proprie le nostre riflessioni e ad iniziare oggi un percorso che permetta di concretizzare queste soluzioni, solo ponendoci un reale obiettivo potremo raggiungerlo. Ultima riflessione d’obbligo è quindi riferita ad un auspicio ai futuri lavori di questo consiglio in relazione alla programmazione della risorsa docenti che sia da oggi basata sull’offerta formativa che vorremmo, poiché troppe volte abbiamo dovuto subire scelte, vedendo la volontà “del fare” irrealizzabile per assenza di forze. Troppe volte abbiamo dovuto mettere da parte la cultura, la formazione e la qualità a favore dell’equilibrio. La componente studentesca, recepite le considerazioni culturali presentate in sede di Commissione Didattica, contraria al “quieta non movere” proposto che oggi risulta essere piuttosto un “mot a quietare”, ha analizzato l’offerta formativa in maniera integrata e comparando i diversi percorsi. Le valutazioni di base ci trovano concordi a richiedere corsi di laurea il più possibile caratterizzati da materie di indirizzo e attrattivi, che non devono differenziarsi nell’erogazione delle materie di base (insegnamenti fondamentali e comuni a tutti i corsi), ma piuttosto devono trovare il loro equilibrio Pr cultura, la formazione e la qualità a favore dell’equilibrio."