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La Memoria è di tutti, immagini e testimonianze per non dimenticare

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La Memoria è di tutti, immagini e testimonianze per non dimenticare

Il 27 gennaio 1945, l’Armata Rossa fece, per prima, l’ingresso nel campo di concentramento di Auschwitz (Oswiecim, Polonia). Tra il 1940 e quella data, nel più grande campo di sterminio nazista, Auschwitz-Birkenau, avevano trovato la morte oltre 1,5 milioni di persone, prevalentemente ebrei, ma anche polacchi, russi, zingari e più di altre 20 nazionalità. La morte era stata praticata soprattutto attraverso le camere a gas. Le Nazione Unite hanno stabilito che ogni anno fosse celebrata nel mondo il Giorno della Memoria, scegliendo il 27 gennaio appunto, giorno della liberazione dei prigionieri di quel campo di concentramento, il più grande e nefasto, diventato simbolo universale del lager e della sopraffazione. Auschwitz rappresenta anche altri olocausti, come il genocidio degli armeni (circa 1,5 milioni), praticato dai turchi dell’impero Ottomano, soprattutto tra il 1915 e il 1916 e che quest’anno, il 24 aprile, sarà ufficialmente ricordato in occasione del centenario.  Proprio a Bari, l’esule armeno Hrand Nazariantz, poeta, scrittore, patriota, stabilitosi a Bari nel 1913, favorì la fondazione del villaggio per esuli armeni Nor Arax (1926), fuggiti dal genocidio che si sostenterà con la produzione di tappeti e merletti.

Per non dimenticare, per comunicare nell’aula magna “Attilio Alto”del Politecnico sarà celebrata lunedì, 26 gennaio, ore 10:00,

la Giornata della Memoria

Al termine sarà inaugurata una mostra nella sala del Museo della Fotografia con le opere realizzate da tre artisti: Tiziana Bellanova, “NEVER FORGET”, che presenterà le immagini di due campi di concentramento, quello di Auschwitz e di Birkenau (conosciuto anche come Auschwitz II), Il terzo, il campo di concentramento di Sachsenhausen, trentacinque chilometri a nord di Berlino, sarà rappresentato nelle immagini di Annarita Fucilli, “IL RUMORE DEL SILENZIO”. Durante l’oppressione nazista questo campo, ospitava un alto numero di prigionieri omosessuali (i cosiddetti ”triangoli rosa”) che vennero imprigionati e uccisi e la cui storia è ancora oggi poco conosciuta. Franco Altobelli, presenterà infine, “IDENTITA’ VIOLATE”, una serie di lavori su carta intelata utilizzando immagini fotografate direttamente da un documentario sui campi di concentramento.