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#ComprateviEdileArchitettura parte II

#ComprateviEdileArchitettura Questo slogan due anni fa riempiva le nostre bacheche, compariva sui nostri striscioni e risuonava durante le nostre proteste. La dura battaglia portata avanti in Consiglio di Dipartimento e negli Organi Centrali di governo del Politecnico dai nostri Rappresentanti, aveva alla fine dato i suoi frutti. Il tempo, i sacrifici e le lotte sembravano essere stati ripagati dall'aver "salvato" il NOSTRO corso di laurea. Oggi, però, a due anni di distanza da quel periodo così critico, il problema torna di grande attualità: il corso di Edile-Architettura è, probabilmente, ancor più a rischio rispetto ad allora. In queste settimane, infatti, negli Organi Centrali del Politecnico si sta purtroppo valutando l’ipotesi di chiusura del nostro corso di laurea. Ma, per rendere più comprensibile la questione, facciamo un breve passo indietro ripercorrendo cosa è successo negli ultimi mesi. - Il 14 Ottobre scorso si è svolta la prima Commissione di Corso di Studi con il nuovo Coordinatore, il prof. Stefanizzi. Grazie soprattutto agli interventi ed alle proposte della Rappresentante in Consiglio di Dipartimento Icar per AUP Anna Perrini, sono state introdotte una serie di modifiche migliorative al corso tra cui Calendario Accademico conforme a quello di Ateneo, introduzione di appositi moduli compilabili per le pratiche studenti direttamente online, calendarizzazione degli appelli che preveda un numero minimo di 8 all’anno come da Regolamento Didattico di Ateneo, calendarizzazione delle sedute di laurea. Se tutto questo oggi è realtà, è anche grazie all’impegno e alla caparbietà nel difendere i nostri diritti, in tutti gli organi di questo ateneo. (Per un approfondimento sulle nuove norme introdotte, ecco qui l’articolo di riferimento. Tutto sembrava andare per il meglio, ora che finalmente studenti e docenti avevano la possibilità di partecipare attivamente alle scelte relative al Corso, senza dover accettare le reiterate imposizioni del Direttore di Dipartimento. - Nel mese di Novembre il Prof. Stefanizzi convoca docenti e Rappresentanti degli studenti in una riunione del Corso di Studi di Edile-Architettura al fine di trovare una nuova configurazione del corso più sostenibile rispetto a quella attuale. Sono stati riscontrati, infatti, principalmente due problemi: 1) un fortissimo calo delle iscrizioni: gli immatricolati per l’A.A. 2015-16 sono solo 46 rispetto ai 100 messi a bando. In realtà tutti i corsi della "Area 08 - Ingegneria civile e Architettura” hanno subito un calo di domande di iscrizione sicuramente dovuto alla crisi nazionale del settore; tuttavia i numeri di Ing. Edile-Architettura sono quelli più allarmanti, rendendo così il nostro corso difficile da sostenere economicamente da parte del Politecnico. 2)  insufficiente disponibilità dei docenti alla luce dei prossimi pensionamenti, che non assicurerebbe il numero minimo di garanti per il nostro Corso di Laurea. Da quell’incontro è emersa la volontà unanime di tutti i docenti e della componente studentesca di Edile-Architettura di cercare di valorizzare il corso rendendolo più attrattivo all’esterno, cercando così di aumentare le immatricolazioni per i prossimi anni. - Nei mesi di Dicembre e Gennaio, durante le varie riunioni delle commissioni paritetica e di riesame, anche il Direttore del Dipartimento ICAR Prof. Giorgio Rocco si dice assolutamente contrario alla chiusura del corso e propenso ad una sua concreta ristrutturazione, al fine di risollevarne le sorti. - Il 3 Febbraio arrivano all’attenzione dei membri del Senato Accademico gli Ordinamenti Didattici e il problema delle scarse immatricolazioni ad alcuni CdL sposta la discussione sulla questione dei corsi scarsamente attrattivi. Il rettore evidenzia le eccessive similitudini tra Ingegneria Edile ed Ingegneria Edile-Architettura e prospetta 3 possibili alternative: chiusura di uno, chiusura dell’altro o modifica della sede di uno dei due in una delle sedi decentrate di Taranto o Foggia. In quella stessa occasione, il Rettore nomina una commissione apposita che dovrà occuparsi di discutere e trovare una soluzione per valutare le sorti dei due corsi. La commissione è costituita solo dai Direttori dei 4 Dipartimenti e da due docenti ordinari e vede la Prof.Ficarelli, in qualità di Prorettore, come Presidente. La Rappresentante degli Studenti in Senato Accademico per AUP, Gabriella di Blasio, interviene nella discussione per far notare la totale assenza della componente studentesca all’interno di una commissione così importante. Pertanto il Rettore nomina proprio lei come ulteriore membro di quest’ultima, poiché unica Rappresentante degli studenti presente in quella seduta di Senato Accademico su quattro eletti, così come accade ormai da molte sedute. Compito della commissione è quello di valutare la sostenibilità dei corsi in Ingegneria Edile ed Ingegneria Edile-Architettura, considerati da alcuni docenti sovrapponibili, nonché la qualità della attuale offerta formativa dei due corsi di laurea al fine di decidere le loro sorti. - Il 18 Febbraio si tiene la prima riunione della Commissione di cui sopra. La riunione si apre con una ampia discussione che verte sul confronto degli ordinamenti Didattici dei corsi di Ingegneria Edile e Ingegneria Edile-Architettura. Il Prof. Fratino, Direttore del Dipartimento Dicatech a cui afferisce il corso di Ing. Edile, evidenzia come in realtà i due non siano affatto sovrapponibili poiché formano figure professionali distinte avendo natura e finalità differenti. Tuttavia il corso di Ingegneria Edile non sembra essere in condizioni critiche, in quanto attualmente ha parecchi docenti garanti ed un numero di immatricolati in calo rispetto agli anni precedenti, ma comunque non allarmante quanto invece il nostro Corso di Laurea. La discussione, pertanto, si concentra sulla situazione critica del solo corso di Ing. Edile-Architettura ed i principali problemi evidenziati sono un’offerta formativa in generale scarsamente attrattiva all’esterno ed un paniere di materie affini e integrative che poco hanno a che vedere con la classe di laurea LM-4 a cui il nostro corso appartiene. Importante è stato, ovviamente, l’intervento in quella sede del Prof. Rocco in qualità di Direttore del nostro Dipartimento, il quale ha preso atto delle criticità del Corso sia per quanto concerne la sua sostenibilità sia per quanto riguarda il forte calo di iscrizioni, che però addebita ad un trend negativo generalizzato che si evince dal confronto con i dati nazionali sulle immatricolazioni ai corsi di laurea della "Area 08 - Ingegneria civile e Architettura”. Alla luce di ciò, egli ritiene che l’unico modo per garantire la sopravvivenza del Corso di Laurea sia una drastica e radicale ristrutturazione dello stesso, nell’ottica di renderlo più attrattivo avvalendosi di un certo numero di insegnamenti con il Corso di Architettura. La discussione è stata lunga ed articolata e la riunione alla fine si conclude con due possibili alternative: 1) chiusura del Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura, con eventuale aumento del numero di accessi al Corso di Architettura, da 150 attuale a 200 dal prossimo anno. 2) drastica ristrutturazione del corso stesso La alternativa appoggiata dalla maggioranza della commissione sembra essere quest’ultima, che è una mossa senza dubbio apprezzabile, tuttavia occorre adoperarsi al fine di formulare una proposta di ristrutturazione concretamente realizzabile mediante le attuali risorse del Politecnico, che sono limitate come quelle di moltissimi Atenei del Sud Italia. In quella circostanza la Senatrice per AUP Gabriella Di Blasio si è ovviamente espressa assolutamente contraria alla chiusura del corso. In merito a questo, riportiamo un sunto delle sue dichiarazioni in quella sede: “Prendo atto delle criticità del corso, in particolare il calo di immatricolati e la sostenibilità del corso da parte del Politecnico in termini di risorse, ma sottolineo la validità di un corso magistrale a ciclo unico riconosciuto a livello europeo. Mi esprimo, quindi, contro la chiusura del CdLM in Ingegneria Edile Architettura. Specifico, inoltre, che non è esatto affermare che gli immatricolati scelgono il corso esclusivamente come seconda scelta ai corsi di Architettura e Disegno Industriale. Il percorso di studi, infatti, risulta “meno tradizionale” di quello in Architettura. Il problema delle risorse è un dato di fatto ed è fondamentale definire la direzione che l’Ateneo vuole intraprendere.” Il 23 p.v. (domani) si terrà un’altra riunione della Commissione durante la quale continuerà il dibattito cominciato la scorsa settimana. Vi terremo, ovviamente, costantemente aggiornati sugli sviluppi di questa vicenda così critica e rinnoviamo, come Associazione, il nostro impegno a fare di tutto affinché si apra un dibattito costruttivo sulle concrete possibilità di ristrutturazione del Corso in Ingegneria Edile-Architettura, al fine di salvaguardarne l’identità e la sopravvivenza.