Il 27 p.v., in sede di Senato Accademico, si discuterà dell’offerta formativa per il prossimo anno.
Alla luce di quelli che sono stati gli ultimi sviluppi e l’ennesima triste sorpresa che il Ministero ci ha riservato con il D.M. 47 del 30 Gennaio 2013, questa volta ad essere in difficoltà sono le sedi decentrate del nostro Politecnico. Si prospetta, infatti, lo scenario sconcertante che vede un’insufficienza delle risorse disponibili per garantire l’offerta formativa che, ad oggi, il nostro Ateneo eroga. La possibile conseguenza di ciò è la chiusura, totale o parziale, delle sedi decentrate.
Venerdi 22 febbraio, in mattinata, presso la sede dell’ex II Facoltà di Ingegneria a Taranto, si è tenuta un’assemblea alla quale abbiamo avuto modo di partecipare, per discutere e affrontare con le istituzioni locali le tematiche principali di questa problematica. Indubbia è la nostra posizione nei confronti dell’ennesimo scempio che si prospetta davanti ai nostri occhi. Foggia e Taranto sono due realtà distinte, con diverse caratteristiche, ma entrambe fondamentali per il nostro territorio. Dover rinunciare ad una di esse, se non ad entrambe, corrisponderebbe a compiere atti del più scellerato autolesionismo. Non solo per gli enormi disagi che questo comporterebbe per tutti gli studenti che, ad oggi, seguono i corsi erogati presso le sedi in questione, privandoli così del diritto allo studio (si ritroverebbero infatti costretti a doversi allontanare dalla propria città e a migrare verso altri poli accademici, dovendo sostenere obbligatoriamente spese superiori che, magari, non tutti potrebbero permettersi), ma per ciò che queste sedi effettivamente rappresentano per la nostra Regione.
La tutela e la salvaguardia del territorio pugliese è un aspetto che ci sta particolarmente a cuore. Ci troviamo ancora una volta a dover affrontare penalizzazioni nei confronti e delle Università Statali e del Sud del nostro amato Paese, per colpa di cause di forza maggiore che ci impongono dall’alto regole da seguire, senza tener conto di tutte quelle peculiarità di ogni caso che potrebbero fare la differenza. Effettuando un’analisi approfondita della situazione, in seguito agli ultimi atti ministeriali pervenuti, è facile rendersi conto delle effettive criticità presenti. Purtroppo, per risolverle, non è sufficiente invocare atti di collaborazione tra le pubbliche e private istituzioni, che consideriamo sicuramente necessari ma che, se non supportati da interventi da parte dei livelli più alti del nostro Ateneo (e non solo), rimarrebbero sterili e fini a se stessi.
Rimarremo vigili e pronti a supportare qualsiasi iniziativa volta alla tutela e, perché no, ad un possibile potenziamento di queste sedi, affermando la nostra contrarietà alla loro chiusura in ogni organo in cui siamo presenti e in tutte le iniziative alle quali avremo modo di partecipare.
Il 27 p.v., in sede di Senato Accademico, si discuterà dell’offerta formativa per il prossimo anno.
Alla luce di quelli che sono stati gli ultimi sviluppi e l’ennesima triste sorpresa che il Ministero ci ha riservato con il D.M. 47 del 30 Gennaio 2013, questa volta ad essere in difficoltà sono le sedi decentrate del nostro Politecnico. Si prospetta, infatti, lo scenario sconcertante che vede un’insufficienza delle risorse disponibili per garantire l’offerta formativa che, ad oggi, il nostro Ateneo eroga. La possibile conseguenza di ciò è la chiusura, totale o parziale, delle sedi decentrate.
Venerdi 22 febbraio, in mattinata, presso la sede dell’ex II Facoltà di Ingegneria a Taranto, si è tenuta un’assemblea alla quale abbiamo avuto modo di partecipare, per discutere e affrontare con le istituzioni locali le tematiche principali di questa problematica. Indubbia è la nostra posizione nei confronti dell’ennesimo scempio che si prospetta davanti ai nostri occhi. Foggia e Taranto sono due realtà distinte, con diverse caratteristiche, ma entrambe fondamentali per il nostro territorio. Dover rinunciare ad una di esse, se non ad entrambe, corrisponderebbe a compiere atti del più scellerato autolesionismo. Non solo per gli enormi disagi che questo comporterebbe per tutti gli studenti che, ad oggi, seguono i corsi erogati presso le sedi in questione, privandoli così del diritto allo studio (si ritroverebbero infatti costretti a doversi allontanare dalla propria città e a migrare verso altri poli accademici, dovendo sostenere obbligatoriamente spese superiori che, magari, non tutti potrebbero permettersi), ma per ciò che queste sedi effettivamente rappresentano per la nostra Regione.
La tutela e la salvaguardia del territorio pugliese è un aspetto che ci sta particolarmente a cuore. Ci troviamo ancora una volta a dover affrontare penalizzazioni nei confronti e delle Università Statali e del Sud del nostro amato Paese, per colpa di cause di forza maggiore che ci impongono dall’alto regole da seguire, senza tener conto di tutte quelle peculiarità di ogni caso che potrebbero fare la differenza. Effettuando un’analisi approfondita della situazione, in seguito agli ultimi atti ministeriali pervenuti, è facile rendersi conto delle effettive criticità presenti. Purtroppo, per risolverle, non è sufficiente invocare atti di collaborazione tra le pubbliche e private istituzioni, che consideriamo sicuramente necessari ma che, se non supportati da interventi da parte dei livelli più alti del nostro Ateneo (e non solo), rimarrebbero sterili e fini a se stessi.
Rimarremo vigili e pronti a supportare qualsiasi iniziativa volta alla tutela e, perché no, ad un possibile potenziamento di queste sedi, affermando la nostra contrarietà alla loro chiusura in ogni organo in cui siamo presenti e in tutte le iniziative alle quali avremo modo di partecipare. 
